mercoledì, febbraio 22, 2012

partire svantaggiati



Per una bella fetta di vita mi sono sentito un po' un fallito. A quasi 40 anni con uno stipendio che sfiora i 1.200 euro al mese e un potere d'acquisto miserrimo ho sempre comunque cercato di non essere vittimista, ho sempre dato la colpa a me stesso. Sia chiaro non parlo solo del mero stipendio in sè ma di quello che uno riesce a costruire durante questo percorso irto di rotture di palle che è la vita. Ho pensato che dovevo fare di più e meglio e che chissà quante scelte sbagliate avevo fatto per essere al punto in cui sono. Poi pian piano ho rivisto con un rewind in slowmotion tutti i momenti più salienti della mia vita e alla fine una cosa che ho capito è che ciò che mi ha fregato fin da subito è stata la partenza. In fondo è un po' come voler partecipare a un gran premio di formula 1 con una fiat duna o a un moto GP con un garelli 50 cc. Quando leggi certi commenti, quando pensi che davvero ci sono ragazzi che hanno famiglie che gli pagano affitti, macchine, viaggi, studi beh a quel punto capisco che tanto di più di quel che ho non potevo raggiungere. Ed è una considerazione che faccio con molta amarezza perché non sono mai stato un fatalista (almeno non fino in fondo) ma capisco che molto del mio nichilismo e del mio cinismo che spesso bussano alle porte delle mie percezioni/emozioni in fondo in fondo hanno un radicato fondamento e cioè che la cosiddetta possibilità per tutti della mobilità sociale è una grandissima presa per i fondelli. Poi certo tutto ciò mica vale per tutti in fondo come diceva quella stupida canzonetta di uno stupido festival musicale "uno su mille ce la fa" . Comunque se qualcuno volesse passarmi 1000 euro al mese accetto anche di farmi chiamare bamboccione...

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