lunedì, settembre 12, 2011

"Fortezza euro sotto assedio" post che condivido in ogni singola parola



"Più profonda di quanto si creda la battuta che l’Italia entrò nell’Euro allo scopo di venir costretta alla disciplina finanziaria, delegando ad altri la possibilità di far cazzate. Cosa che codesti “altri” non si stanno esimendo di fare.

Ai tedeschi che ci accusano: “avevate promesso che una volta ammessi nell’Euro, sareste diventati virtuosi” (Bild etc.), ricordiamo che di fatto, stock del debito a parte che c’era e c’è, il bilancio dell’Italia è il più “pulito” d’Europa dopo quello tedesco, non dopo questa manovra ma da un bel po’.

Inoltre andrebbe ricordato ai tedeschi - e agli italiani-europei - che l’Italia, unica nazione, entrò nell’Euro A PAGAMENTO. Il biglietto ci costò carissimo: la metà del reddito nazionale.

Il concambio lira-euro infatti venne fissato a quasi 2000 lire, quando il cambio col marco era sotto quota mille. Questa svendita del duo Prodi-Ciampi (i peggiori giocatori di poker mai visti al Mondo: bastava tenessero duro, la Francia non poteva permettersi un Euro senza Italia), questo taglio del 50% del valore della moneta vigente vs. entrante, abbattè il potere d’acquisto dei redditi fissi in Italia. Non, come da leggende metropolitane per il popolino, i kattivoni commercianti che nottetempo avrebbero tolto tre zeri dai listini e via, raddoppiato i prezzi.
Torniamo alle cazzate: non le può più fare l’Italia ma ne fa abbondantemente peggio di noi l’Europa, nel senso che non s’è mai visto al Mondo una moneta che si regga da sola, senza una spada (politica) che la difenda. I tanto famigerati “speculatori”, comparabili a uno sciame d’api (tanti individui indipendenti privi di regìa ma accomunati da uno stimolo potente), hanno come obiettivo non certo l’Italia, il governo Berlusconi o la Grecia ma l’Euro, e si scagliano di volta in volta verso l’anello debole della catena, on and on fin che le mura del castello crolleranno.
Al proposito ci fa sorridere il caro Oscar Giannino (tu quoque!) quando parla di “credibilità del governo”: quale sarebbe la “credibilità” - termine peraltro poco quantificabile - di una moneta retta da un Ente, la BCE, che al massimo dei suoi sogni più selvaggi può modificare i tassi e comprar debito sovrano cioè stampar carta?
Dentro ad ogni fortezza c’è sempre qualche traditore, qualcuno che per interessi personali o per semplice idiozia apre le porte e indebolisce le difesa. La Germania abbonda di individui del genere, la vile pavidità egoista è sempre stata una caratteristica nazionale ben nota sin dal medioevo, mascherata nell’ultimo secolo dagli avventurismi bellici.
Soluzione? Non ne ho. Di certo parte della soluzione sarebbe velocissimamente andare verso un governo FINANZIARIO (non economico) dell’Europa, a partire dagli Eurobond. Altrimenti meglio lasciar perdere: ognun per se, l’Italia TORNI ALLA LIRETTA (concambiata NON come quando entrammo, ma 35% PIU’ BASSA: smetteremo di andare a Parigi per un po’, ma almeno rilanceremo l’export), con una exit strategy da brivido di moneta duale per sei mesi/un anno (moneta cattiva mangia moneta buona … prepararsi al mercato nero).
Centomila volte più innocue le nostre cazzate governative, di quelle degli gnomi assisi sulla torre di Francoforte, ventriloqui di Berlino che non sa che pesci pigliare - sapendo di esser decisamente fessi, i tedeschi non si fidano di nessuno e fan bene."

1 commento:

Anonimo ha detto...

Appunto.
Il cambio euro-lira fu fissato a 2,000 e il cambio col marco era circa a 1,000.
L'euro, infatti, vale circa due marchi.
Strano, vero?