giovedì, giugno 30, 2011

Il lusso è un diritto... bello spot sensibile al periodo di merda che stiamo vivendo


In un paese di eterne teste di cazzo, un paese dove 8 persone su 10 fanno fatica a far quadrare i conti del proprio budget familiare  (6 lo ammettono 2 su dieci sono quelli che ancora resistono e fanno i fighetti pur avendo le pezze al culo) in un paese così triste dove ormai mi viene da vomitare sia se guardo a destra sia se guardo a sinistra (politicamente parlando) ecco in un paese così in un momento del genere dove ci prendiamo per il culo (oddio non proprio tutti ma quasi) raccontandoci la favoletta che noi non siamo messi come la Grecia, ecco in questo bello stivale puzzolente vedi questo genere di spot fatti da un’azienda che ha ben imparato la lezione di trasformare una potenziale fonte di lavoro e produzione in una gigantesca finanziaria dalle operazioni internazionali poco chiare se non per gli operai che rimangono a casa la cui situazione è invece chiarissima.

Ecco in questi momenti parlare di lusso come diritto quando diritto ormai non lo è più neanche il lavoro, alla facciazza della nostra Costituzione, ecco a me fa proprio girare le balle a mo di turboelica. Vendere poi come nuova un auto che esiste già ma con il muso estirpato dalla consociata americana Chrysler poi non ha prezzo. Ovviamente rimane sempre in me la speranza che la gente la smetta di comprare ste patacche e non intendo solo fiat nuove ma che se proprio ne ha necessità d’uso come purtroppo il sottoscritto acquisti solo auto di seconda/terza/quarta mano e se le tenga con la stessa cura con cui i cubani tengono le buick anni 50 del nemico imperialista. A parte la “scherzosa” e voluta retorica da pueblo unito, davvero non vedo il caso di buttare 10mila e passa euro per macchine che non danno neanche un’ora di lavoro ai dipendenti delle case automobilistiche visto che il tutto viene fatto in giro per il mondo alla faccia nostra e a favore del portafoglio di amministratori delegati che gonfia a dismisura grazie a speculazioni di Borsa e premi esorbitanti.


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