martedì, novembre 30, 2010

Io non sono io


Picture from Hyuro




Io non sono io 

Io sono il Maestro che fotte la morte e prende per il culo l’idea di dio e volo verso la liberazione dalla fatica della vita

Io sono lo studente che si prende le manganellate, il ricercatore caricato sul furgone dai pulotti per difendere il mio posto sotto pagato e indeterminatamente precario

Io sono il pulotto sottopagato che deve scendere in piazza a menare sotto le direttive di un funzionario fascio della digos o un di un vice questore esaltato

Io sono il poliziotto che voleva diventare medico, ingegnere, filosofo ma a cui il sistema ha tarpato le ali perché mio padre era contadino e mia madre ha fatto la casalinga tirando su me i miei 4 fratelli e talvolta pure mio padre quando l’alluvione gli spazzava via il lavoro di mesi

Io sono la puttana da marciapiede arrestata ed espulsa perché commetto un grave reato mentre in tv vedo le mie colleghe di lusso celebrate come veline per aver scopato col re nano

Io sono il mio cuore che batte lento ma in modo sempre più rumoroso  e sempre più stanco

Io sono la canzone che oggi mi piace e che domani non riesco ad ascoltare perché i ricordi che reca con sé fan troppo male

Io sono il film mediocre a cui manca una buona sceneggiatura per diventare un buon film

Io non sono io e di cosa non siete voi non me ne curo né dispero

La nebbia avvolgerà anche voi e allora sia che piangerete che se riderete quella nebbia se ne fregherà e diradandosi porterà via la vostra molesta presenza per lasciar risplendere un limpido sole

Roberto Tasinato (in una sera nevosa dell’ultimo giorno di novembre 2010)


Io non mento e non mi pento

“Io non mento e non mi pento,
io non dico, né disdico,
non son triste, né contento,
non reclamo, né acconsento,
non mi fido, né diffido;
non son vivo e neanche morto,
non son d'altri e neppur mio,
non mi vinco e non m'ostino,
io non spero, né dispero. 
Con me solo sono in lotta,
combattendo con l'asprezza
e non trovo chi m'intenda,
e pur io non so capirmi.
Quel che voglio, intendo e so,
ma non quello che richiede
chi vuol sempre che mi muoia
senza credere che muoia.


JORGE MANRIQUE (1460 circa)


Ni miento ni me arrepiento

Ni miento ni me arrepiento Ni miento ni me arrepiento,ni digo ni me desnigo, ni estò triste ni contento,ni fìo ni desconfìo;
ni bien vivo ni bien muero,ni soy ageno ni mìo,ni me venço ni porfìo, ni espero ni despero.  Comigo solo contiendo en una fuerte contienda,   y no hallo quien me entienda   ni yo tampoco me entiendo. Entiendo y sé lo que quiero,   mas no entiendo lo que quiera   quien quiere siempre que muera   sin querer creer que muero.

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