lunedì, luglio 12, 2010

Diamo un taglio alla vecchia politica


In una barberia del centro storico di Torino, frequentata da qualche politico, un certo numero di architetti e professionisti vari, ma anche da molti cittadini comuni, ci si trova regolarmente per scambiare quattro chiacchiere, per discutere di calcio o di politica, per ascoltare la presentazione di qualche buon libro, per avere indicazioni su eventi cittadini. E per farsi tagliare i capelli, naturalmente. Un frequentatore abituale da anni e' il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che veniva qui prima di pensare di candidarsi e che ha continuato a farlo sia dopo la prima, sia dopo la seconda elezione, senza cambiare le abitudini di "consultarsi" con il barbiere, o di dare una mano a spazzare via i capelli sparsi sul pavimento. Le prossime elezioni per il sindaco di Torino sono alle porte, Il "Chiampa" non può candidarsi per la terza volta, la scena politica non e' particolarmente chiara e confortante. Il barbiere e i suoi clienti hanno cominciato a ragionare, a chiedersi se si può fare qualcosa, se i cittadini possono avere voce in capitolo sulle prossime scelte dei partiti. Sono naturalmente chiacchiere "da barbiere", poco più che generiche lamentele, sbuffi tra un'insaponata e una sforbiciata ai capelli. Pero', pero'... Siamo clienti e barbiere, siamo persino un po' amici, condividiamo una sana passione civica, siamo persone presentabili, abbiamo anche qualche ideuzza su quello che faremmo se fossimo noi il sindaco. E se... Mimmo Polzella -il barbiere- ascolta, annuisce, interviene, annota mentalmente. E partorisce l'idea pazza, provocatoria e un po' spiazzante. Facciamo le primarie in barberia. Che ci vuole: convincere qualche cliente che potrebbe essere un buon candidato, senza badare a schieramenti politici precostituiti, assortirli in modo che rappresentino esperienze e punti di vista diversi, garantire una adeguata rappresentanza femminile, costituire un comitato di garanzia all'altezza e poi realizzare tutti i materiali, compreso questo sito, organizzare le votazioni, fare lo spoglio, proclamare il vincitore e poi, far finta di niente e continuare a tagliare capelli e radere barbe. Detto, fatto.    





   

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