martedì, giugno 29, 2010

Musica pop ottuagenaria




Sotto all’ufficio dove lavoro ha sede un salone che il comune affitta a 4 vecchietti un po’ dementi per ballare. Per avere la loro balera di zona e portare qualche voto in più ai politici da circoscrizione.

Affacciandomi per qualche secondo alla finestra ho ammirato la varietà dei personaggi che solitamente arrivano un’ora prima che il salone venga aperto. Esattamente come in posta dove orde di ultra65enni fanno coda sul marciapiede antistante a partire dalle 7 e 30, 7 e 45 al massimo.

Gridano, urlacchiano, fanno battute che neanche a 20 anni in caserma. Tentativi di sentirsi vivi e di convincersi che stanno andando a divertirsi. Le dame agitano grandi ventagli neri pizzati per combattere l’afa. I signori parlano di calcio aggiustandosi ogni tanto il pacco e il riportino in testa. 

Proprio adesso sto ammirando  il parcheggio di una coppia, sfatta. Sfatta perché non esiste aggettivo migliore per identificarli. Lui guida una Ford Escort Grigia che sembra appena uscita dal concessionario nonostante i quasi 20 anni di vita. Fa avanti e indietro in uno spazio, delimitato da altre due auto, che sarebbe sufficiente per parcheggiare uno Scania con bilico. Lui si mette nell’esatto centro dello spazio. Chiude i finestrini. Scende. Scende lei, obesa, i capelli tinti di un giallo succo di frutta all’albicocca andato a male. Indossa una collana gigante di perle plasticose che le scendono sulle enormi tette da matrona. Lui ha una camicia a righine, mercato o forse Oviesse. Si tira su i pantaloni. Attraversano e scompaiono nelle fauci del salone che già spara orribile musica pop ottuagenaria.

Ecco a me queste cose deprimono alquanto. Non so perché o forse sì ma non ho voglia di scriverlo. 

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