sabato, novembre 14, 2009

Hell is around the corner



C’era qualcosa di pesante nell’aria. Non era stanchezza né mancanza d’energie.
Era insoddisfazione con un peso specifico elevatissimo. E nonostante fumassi e bevessi a tutto andare quella sensazione non se ne andava. Stava lì come un macigno che incurva la schiena quando hai bisogno che stia dritta. Era voglia di non fare più nulla, mangiare, bere, camminare e pensare… sì pensare.
Anche il solo pensare o meglio cercare di pensare ad altro era un pugno nella bocca dello stomaco, era togliersi il respiro consapevolmente con la speranza che non tornasse quella fitta.
C’era voglia di librarsi nell’aria anche solo per pochi istanti con la consapevolezza di non saper volare. Pochi istanti nel vuoto prima di essere inglobati dalla forza di gravità, dalla pesantezza cui ci costringe il mondo.
E tutto era nebbia e umidità, odore di legna bruciata e boscaglia fitta e tutto era così strano seppur ben conosciuto.
E per guida non rimaneva altro che il fischio di una locomotiva in lontananza. Sentore di viaggi e voglia di fuga ma la strada era ancora lunga e una sola cosa accompagnava il tragitto, il senso d’essere dentro l’inferno...
I KNOW IT LOOKS LIKE I'M INSANE TAKE A CLOSER LOOK I'M NOT TO BLAME
IF LOVE IS BLIND I GUESS I'LL BUY MYSELF A CANE

3 commenti:

gheburaseye ha detto...

Interessante: come continua?

Non puoi mica lasciare la narrazione così a metà!

Roberto ha detto...

eh eh hai ragione ma devo trovare il tempo ;)

ghebura's eye ha detto...

Ah ecco...allora attenderò con ansia la parte restante ;-)