lunedì, ottobre 05, 2009

La deriva di una società violenta, cafona e arrogante

Il fatto di cronaca avvenuto Sabato 3 ottobre a Torino a bordo del bus della linea 75 e che oggi ha portato alla morte del Signore aggredito dal ragazzo 15/16enne ITALIANO è qualcosa di sconvolgente che ci porta di fronte alla realizzazione di quella lucida profezia fatta da Kubrick e prima di lui dallo scrittore Anthony Burgess “Arancia Meccanica”.

Nel racconto di Burgess una società votata alla violenza e all’opressione conduce i giovani drughi (tutti minorenni, adirittura nel libro il protagonista ha 13 anni) a effettuare atti di violenza estremi e irrazionali. Ecco il gesto di quel ragazzo è stato di una violenza ingiustificata e irrazionale ma che se andiamo ad analizzare nella sua terribile e sconfortante oggettività non è altro che il risultato di una rabbia sfociata di fronte all’imposizione di una regola.

La nostra società è fatta di regole, di norme e di leggi. Tutto ciò serve per la sana e civile convivenza degli esseri umani che compongono una determinata società. L’esempio costantemente dato dai media, da certi politici, da imprenditori che non costruiscono nulla se non la propria immagine che è quella del più forte che vince e sopprime i più deboli e che la fa franca in barba a qualsiasi legge e che anzi ne escono valorizzati e glorificati.

Pensiamo solo a certi personaggi come Corona che più picchia, più insulta, più minaccia e più diventa mito per i giovani ragazzi che vedono in lui quello che ce l’ha fatta, ce l’ha fatta ad essere un protagonista della giungla moderna.

E i politici che gridano e insultano invece di dialogare e confrontarsi in modo civile? Non ci siamo. C’è un paese impazzito, ci sono i genitori che minacciano gli insegnanti se provano a dare un po’ di disciplina agli studenti/figli (ben ha detto la Littizzetto quando parlava di figli caproni che i genitori difendono come fossero dei geni!). Agenti di Polizia aggrediti (i numeri aumentano sempre più) da automobilisti che non accettano d’essere multati anche per infrazioni gravissime, l’arroganza che seppellisce ogni forma di rispetto non solo delle autorità ma anche del prossimo.

Riflettiamo anche sul fatto che questa notizia sarebbe ancor oggi nelle prime pagine dei giornali e dei siti web dei principali notiziari se a commettere il terribile reato fosse stato un extra comunitario. In questo caso invece si parla di bullo in bicicletta.

Con questo mio post voglio porgere le mie più sentite condoglianze alla famiglia del signor Ercole Ferrero ex tranviere che con garbo aveva chiesto al ragazzo di rispettare una semplice regola. Spero almeno che quel ragazzo abbia almeno il coraggio di costituirsi ma ormai le speranze son davvero poche e parlo in generale.

1 commento:

gheburaseye ha detto...

mi unisco a te nelle condoglianze...ma anche nella riflessione. Io posso parlare da illustratore più o meno in erba e con forti conoscenze nel mondo del fumetto. Quando sento queste storie mi viene sempre da pensare alle colpe delle famiglie....quelle stesse famiglie che fanno di tutto per censurare gli Anime (cartoni animati nipponici) ma che in prima serata vogliono vedersi tutta la violenza possibile e immaginabile. Eppure ti dirò: è vero, in molti anime v'è tanta violenza, però c'è un perché...non è violenza fine a sé stessa, ma ha sempre uno scopo, stranamente uno scopo giusto...lì le famiglie preferiscono censurare, dimenticando che alcuni anime sono per ragazzi anche quasi maggiorenni...però guai se in prima serata non si sente al tg di violenza, stupri, rapine e omicidi, guai se non si vedono le stesse cose nei film o nelle fiction. La cosa peggiore è che, però, nessuno spiega ai bambini o ai giovani che quelle non sono cose giuste, bensì da evitare per quanto possibile! Finché le famiglie non sapranno educare i figli, cose come queste ne accadranno sempre più purtroppo!