martedì, gennaio 13, 2009

Versetti notturni

Elegantemente leggo il riccio cosicché io mi tolga dall’impiccio tra un Telegiornale così banale che mi parla più dell’Alitalia che di quanto una vita palestinese vale e una marea d’informazioni spesso scritte da un manico di coglioni.

Mi sembra di vivere in mezzo ad un’orgia di mammuttones goliardici ed un po’ violenti ma sopra ogni cosa miserevolmente dementi. Nell’oligarchia dei nani e dei nuovi fascisti così arrivisti da scoprirsi tardivamente sionisti, delle volgari donnacce fatte ministre dal supremo nano, mi vien voglia di mitragliare insulti così grevi e pesanti da seppellirli vivi quest’inetti divi.

Ma chi son per dire tutto questo? Un piccolo blogger per niente intellettuale e parecchio animale che sguazza allegramente nel pantano e che piano piano cita per chiudere questo piccolo post guarda guarda un po’ il grande Artaud

“Mon idée de mon moi est de ne rien savoir et de sentir toujours quelque chose de différent par rapport à une idée de la douleur et de l’amour qui ne peut pas ne pas en sortir”.

“L’idea che ho di me è che non so nulla e sento sempre qualcosa di diverso in merito a un’idea del dolore e dell’amore che non può non uscirne”. (Antonin Artaud – Pour les analphabètes)

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