giovedì, ottobre 30, 2008

Zapping Zapotec

Mi ricordo di quando leggevo Topolino. Mi ricordo delle avventure spazio temporali con il professor Zapotec altro che quelle bufale “spacciate” da Giacobbo e il suo Voyager. Me lo ricordo con una certa nostalgia.

Ci penso su mentre faccio zapping. Zapping dal verbo inglese To zap: muoversi freneticamente, velocemente ma anche attaccare, distruggere, eliminare. “Zap him” or “Zap it” dirà probabilmente qualche marines americano in Iraq guardando nel monitor ad infrarossi qualche obiettivo sospetto mentre è lì pronto a colpire.

Io invece uccido solo ricordi e personaggi televisivi vuoti e ripetitivi. Su Rai due Luxuria sbaglia la domanda sul parlamento europeo e i partecipanti affamati del reality hanno 30 secondi in meno per mangiare un piattone di spaghetti probabilmente scotti. Da miseria è nobiltà di Totò alla miseria del panorama televisivo che offre vip in vacanza in qualche isolotto a far dieta e a cercare briciole di notorietà. Dal culo di Belen (bellissimo prima che dimagrisse a livelli anoressici e alla faccia che poi si vuol educare bene le adolescenti…) allo scomparso/a di Chi l’ha Visto sparito 15 anni fa. Roba che ci sono più probabilità di ritrovare il Sacro Graal che il sig. Rossi impiegato scomparso a seguito di delusione amorosa.

In piazza nel frattempo si pestano studenti di destra con studenti di sinistra durante una protesta che riguarda tutti gli studenti…mah sarà che vogliono fare gli emuli dei loro predecessori sessantottini? In fondo c’era da aspettarselo visto che si parla sempre è solo del ’68. Libri, programmi tv dedicati, interviste nostalgiche. Sembra che la storia in questo paese si sia fermata lì.

In effetti non è che creda tanto in questi fermenti neo rivoluzionari. In queste occupazioni, però è anche vero che sono estremamente deluso da un’opposizione che sicuramente non ha i mezzi mediatici ed economici di quel gruppo di simpaticoni che ci governa ma che non dovrebbe neanche perdere tempo (soprattutto ora) dietro lotte di potere interne (vedi D’Alema – Veltroni) o tra partiti e partitini.
L’episodio di ieri di quel gruppo di neo fascisti che ha fatto la spedizione punitiva in mezzo a un corteo di giovani studenti che manifestavano in modo assolutamente pacifico è un episodio gravissimo. Come grave è vedere gli sbirri immobili che osservano le violenze senza fare nulla se non intervenire quando arrivano le telecamere. Questi sono fatti che un opposizione seria deve evidenziare e condannare aspramente.

Il fatto è che non riesco nemmeno ad arrabbiarmi più di tanto perché vedo la gente intorno a me, vedo che gli italiani sono un popolo per cui non vale la pena né di dare né tanto meno di prendersi mazzate. Un popolo che non si merita i partigiani che ha avuto, i deportati nei campi di concentramento morti per niente. MORTI PER NIENTE. Un popolo arrogante, cafone, individualista e ora destinato a diventare sempre più ignorante.

Se Berlusconi è arrivato ad un tale livello di potere, non solo istituzionale, il merito è del gregge che l’ha asservito e non solo del protettorato di uno dei peggiori padrini politici che la storia italiana, purtroppo socialista, ci ha regalato. Un gregge che ha visto e tutt’ora vede in questo squallido venditore di carabattole e falsità, l’uomo della salvezza, il Mosé che aprirà le acque della cosa più vituperata dall’italiano medio contemporaneo: la povertà. La povertà fa paura non per la fame o per quell’indigenza che uccide, la povertà che fa paura oggi è quella che comporta la privazione del superfluo. Quella che t’impedisce di competere con il vicino cambiando auto ogni 2-3 anni, quella che t’induce a comprare televisori sempre più grandi e piatti per menti sempre più piccole, che s’incantano sui culi di finte naufraghe e vedono l’intelligenza andare alla deriva di un grande nulla. A tal proposito è da leggere il bellissimo articolo di Giorgio Bocca “Il Re e la televisione”
Non so ma devo essere messo proprio male se ho nostalgia delle mie sere di bambino a leggere Topolino nel letto fantasticando di viaggi nel tempo e di una realtà fatta di fumetti e non di despoti moderni che fottono il popolino con trucchi da basso prestigiatore.

Nessun commento: