sabato, settembre 13, 2008

Riflessioni dalla mia Moleskine




Io faccio ancora una fatica enorme ad accettarmi così
Così come sono
Così come il fango quando secca al sole accettando la forma che la pioggia ha dato al terriccio.

Ogni giorno vorrei essere qualcosa, qualcuno di diverso. Come un attore che interpreta ogni giorno una parte e un personaggio differenti
Ma forse non esiste un attore così se non, forse, in qualche esperimento teatrale
Essere tutti ed essere nessuno un sogno di matrice pirandelliana che vorrei vedere realizzato nella mia quotidianità

A volte sento l’intero mondo se non l’intero universo come se fossi un claustrofobico bloccato in un ascensore
La stessa concezione d’infinito legata al nostro universo non mi consola, d’altro canto non posso uscire dai confini di questo pianeta quindi perché dovrei trarne giovamento?

A volte invece la sola stanza in cui dimoro mi sembra immensamente grande e troppo vasta per potermi concentrare su quello che vorrei e soprattutto per ritrovare me stesso.

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