venerdì, settembre 12, 2008

Ho letto "Tre storie d'amore" "Non avevo capito niente" - impressioni di un lettore qualunque



































Ho letto “Tre storie d’amore” di Manuel Vázquez Montalbán.

Tre racconti brevi, tre racconti d’amore come dice il titolo. Tre storie anomale per il detective privato Pepe Carvalho. Anomale perché dietro le tre piccole investigazioni si celano tre donne che in modo diverso l’hanno coinvolto. A me ha colpito in particolare il terzo racconto dove la protagonista è la quintessenza della “femme fatale” ma quasi incosapevole d’esserlo. Una donna bambina che arriva a fare di tutto per amore anche uccidere ma facendolo come fosse una cosa assolutamente normale.

Ho letto “Non avevo capito niente” di Diego De Silva

Romanzo che mi sento assolutamente di consigliare. Bellissimo, intenso e leggero, lieve come una folata di vento primaverile eppure così toccante nel raggiungere l’essenza il cuore dei sentimenti. Ironico e coinvolgente dalla prima all’ultima pagina uno di quei libri di cui, come diceva il giovane Holden (che non cito a caso visto che il protagonista l’avvocato Vincenzo Malinconico e una sorta di Holden solo molto meno giovane), vorresti conoscere l’autore per poterlo chiamare quando ti pare. Sicuramente a me ha colpito anche per via di una certa identificazione nel protagonista che vive in modo tormentato ma senza mai drammatizzare il suo vissuto sentimentale. Una sorta di fatalismo ma sempre alleggerito da un tocco di ottimismo di speranza mista all’incredulità.
Alcune frasi segnate a margine...
Da "Tre storie d'amore":
“Qualcosa devo pur fare. Mi piacerebbe fare dei reportage, viaggiare.” “Ottima cosa. Ricorda l’assioma latino: vivere non è necessario; navigare sì.”
Da "Non avevo cpaito niente":
Sono un uomo-outlet. E gli outlet, in quanto rientrano nel campionario della stagione passata, vivono male il rapporto con l’attualità. Si sentono scaduti, scelti per ripiego. Se qualcuno ci vuole, è perché siamo in saldo. Per cui è ovvio che non ci permettiamo neanche di pensare che a una donna come Alessandra Persiano, che è una donna-Prada, possa mai venire in mente di spendere qua.

Checché se ne dica, uno che non se ne frega niente è un uomo libero.

Il problema, penso lì per lì, è che spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee.

Nell’accusare una caldana da imbarazzo, mi chiedo perché m’intrappolo così spesso nelle situazioni più assurde. E’ già difficile essere coerenti con se stessi: mantenere la coerenza con l’opinione di un altro, specie quando l’hai espressa solo perché è la prima che ti è venuta in mente, è una fatica veramente ignobile.

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