mercoledì, luglio 30, 2008

Salva l’Italia, Vattene !




Lettera aperta agli elettori del nano malefico:


Caro elettore dello psico-nano,
mi rivolgo a te a cuore aperto. A te che l’hai votato e magari sei un povero cristo come dice il grande Mauro Biani nella sua vignetta di oggi, oppure semplicemente sei un povero pirla e basta.


Mi auguro almeno che tu sia uno di quelli che trae guadagno dalle iniziative di questo governo cafone e ignorante ma io penso che siano vantaggi puramente immaginari che facciano un po’ da effetto placebo a te giovane e vecchio elettore.


Mi rivolgo a te casalinga (di Voghera, di Busto Arsizio o di Canicattì) a te che riponevi le speranze di una vita fatta di pulizie e amministrazione della casa tra panni sporchi, figli da esaurimento e marito assente. Tu casalinga che vedevi nel nano rifatto la salvezza dalle tue frustrazioni vedevi in lui uno sgrassatore leva macchie, in lui e nelle sue tv colme di gnocche e bonazze varie che in vita loro non hanno mai lavato un piatto.


Mi rivolgo a te tassista arrogante dallo sciopero selvaggio. A te che tieni più alla tua licenza che alla tua dignità. A te che ti sei lamentato, che hai insultato Bersani perché ha toccato troppo da vicino quei miseri privilegi da epoca medioevale che tu porti fiero in giro con la tua carrozza motorizzata. Tu che hai visto nel nano la speranza di un futuro senza tassametro così da non limitarti a fregare quei quattro giapu sfigati ma poter applicare il balzello che più ti aggrada.


Mi rivolgo a te camionista che con il governo Prodi bloccavi le autostrade con il tuo bel bisonte e ora sei lì che ti masturbi la mente allegramente pensando che al potere c’è lui l’uomo che ti promette la ricchezza mentre tu, povero pirla, devi correre rischiando la tua vita ma soprattutto quella di automobilisti sfigati per arrivare in tempo sperando di fatturare di più col gasolio alle stelle. Forse hai visto in quella specie di testa da pneumatico il nuovo Jimmy Hoffa pronto a creare un clan di camionisti al potere.



Mi rivolgo a te impiegato, operaio, piccolo commerciante, pensionato, giovane ragazzo disoccupato o peggio precario, a te povero misero ignorante che al massimo leggi i titoli di Leggo o di Metro al mattino e se approfondisci nelle tre righe d’articolo non t’accorgi neanche del fatto che sono pieni di errori grammaticali e ortografici. A te che, votando il piccolo mediocre dalla vita colma di successi, speravi un giorno d’avere un po’ di quel troiame da copertina patinata, di quel lusso da cafone arricchito, a te mi rivolgo dicendoti:


VATTENE ! EMIGRA !


Vai dove ti pare (magari in uno di questi posti) ma fai riprendere un po’ di fiato a questo paese che ne ha tanto bisogno.


Cordialmente

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