lunedì, dicembre 31, 2007

Buon 2008...e speriamo lo sia davvero

Ennio stava per lasciarsi alle spalle un 2007 veramente di merda. Da quando era nato, da quando gli era stato affibbiato quel nome che odiava ma verso il quale ormai provava quasi affetto, d’annate così sfigate se ne ricordava poche.
Si sentiva come un Barbera vendemmiato con uve martoriate dalla grandine e vendemmiate troppo presto. Il suo matrimonio era finito a puttane e le speranze di un recupero erano davvero poche. Il suo simpatico e Gentile rivale che tempestava sua moglie di sms da novello Romeo non aveva certo aiutato una crisi che serpeggiava da un po’ con Rebecca.
Ma si affanculo tutti, i rivali dai nomi d’origine anglofona, i vini nati male, i colleghi stronzi di lavoro, la vita noiosa e mediocre lontana anni luce dai suoi sogni adolescenziali. Al diavolo anche la famiglia che alla notizia della separazione avrebbe fatto scene da disperazione post disastro aereo.
Se ne stava lì appoggiato sul cofano ancora caldo della sua vecchia ma fedele Ford Puma. L’aveva spronata bene in autostrada, nonostante i quasi 9 anni di vita superava i 200 con una facilità impressionante. Non temeva nemmeno la stradale, forse più la finanza visto che il baule era stipato di alcolici di ogni tipo. Sembrava che avesse appena derubato l’intera sezione alcolici di un AutoGrill.
Guardava il mare oltre la banchina, sentiva l’aria fredda che gli pungeva le guance un po’ cicciotte risultato di un alimentazione un po’ troppo ricca di proteine e grassi.
Una luce al neon verde evidenziava l’insegna di una balera davanti alla quale si fermavano vecchie berline da cui scendevano gruppi di signore coperte da pellicce sintetiche e cappotti che nascondevano vestiti troppo vistosi e più simili a fodere per divani. Sì, da lontano sembrava quasi di osservare la vetrina di un vecchio mobilificio in cui gli oggetti si stessero animando. Le signore sembravano un po’ quel vecchio divano di ciniglia che sua nonna ancora teneva in salotto. La maggior parte degli uomini sembravano invece quelle lampade da terra con dei paralumi un po’ ingobbiti e ingialliti dal trascorrere del tempo. Qualche signore un po’ più massiccio aveva l’aspetto di un armadio a due ante che non solo aveva subito i danni impietosi del tempo ma anche l’umidità di qualche vecchio cascinale. Rigonfiamenti evidenziavano il rilascio dei tessuti addominali e la camminata un po’ indecisa e fatta di piccoli passi parlava di giunture arrugginite e scricchiolanti.
Pagavano tutti contenti i loro 40 euro a testa che gli garantivano serata danzante fino alle tre di notte con orchestra dal vivo, fetta di panettone e spumante e un bel trenino allo scoccare della mezzanotte.
Ennio intanto si era acceso il suo toscanello a cui dava brevi ma intense boccate. Scaldava il palato e la bocca tra un sorso di vino e l’altro. Ogni tanto si mangiava un cioccolatino alla faccia dell’alimentazione un po’ più sana che gli aveva consigliato il suo medico dopo le ultime analisi del sangue. L’abbinamento sigaro e cioccolato gli dava profondi e rapidi godimenti che gli facevano socchiudere gli occhi e tirare un po’ indietro la testa.
La radio cd sparava a un volume abbastanza elevato uno dei tre cd misti che si era preparato.
E intanto Ligabue cantava

“E’ il mondo che ti dice tu pensa alla salute che c’è chi pensa a quello a cui non pensi tu… cosa vuoi che sia passa tutto quanto solo un po’ di tempo e ci riderai su, ci sei solo dentro, pagati il tuo conto e pensaci tu…”

Toh due strofe di una canzone leggera italiana e la sua emotività stava già annegando in un magone che né gli saliva né gli scendeva, se ne stava lì come un sasso, un macigno così pesante da tirare giù una nave.
Si era spostato sulla spiaggia, si era tolto le scarpe e le calze e lasciava affondare i piedi nella sabbia un po’ fredda. Si era seduto e aveva aperto la terza bottiglia con il vecchio cavatappi eredità di un amico conosciuto durante il servizio militare.


La mezzanotte intanto era scoccata, si sentiva dai botti in lontananza. Dalle luci di qualche fuoco d’artificio frutto di uno scarno spettacolo pirotecnico organizzato da qualche comune della riviera. Dalle grida degli anziani della balera. Da un brivido che gli correva lungo la schiena forse per il freddo o forse per quel gusto salino in bocca che gocce di lacrime e odore di mare gli lasciavano coprendo il vino, i sigari e tutti i pensieri.


“Im in the sky tonight
There I can keep by your side
Watching the wide world riot
And hiding out
Ill be coming home next year
Ill be coming home next year
Ill be coming home next year
Everythings all right up here
When I come down
Ill be coming home next year”


Foo Fighters

Buon 2008 a tutti J

1 commento:

Raffaele ha detto...

Mi sembra una storia gia conosciuta... mah, alla fine ogni storia è simile a mille altre!
Nun ce penzà!
Buon anno Roby