martedì, novembre 20, 2007

Sì viaggiare...






Viaggiare, dove? Con chi? Quando? Ma soprattutto perché? Perché siamo costretti, nonostante tutto. Anche se stiamo stravaccati sul divano con il telecomando nella mano destra e una birra nella sinistra a sorbirci bieche mediocrità. Perché la vita è il mezzo che ci porta a spasso. Possiamo vivere la vita e aver visto a malapena il luogo dove siamo nati o essere degli inguaribili avventurieri e aver attraversato tutti i continenti ma in entrambi i casi viaggeremo.
Compiremo viaggi nei pensieri, nei sentimenti. Attraverseremo autostrade irte di buche e ferite, lasceremo ponti distrutti alle spalle, ci inerpicheremo su sentieri ripidi, proveremo tristezze e felicità improvvise, ci saranno amici persi e ritrovati e scopriremo un’infinità d’emozioni belle, brutte, intense come un pugno di Sugar Ray Leonard o lievi come il posarsi di una coccinella su una nostra mano. Emozioni che nessun romanzo d’avventura riuscirà mai a contenere.
Il vero dubbio è, e sarà sempre, la direzione. La vera difficoltà, il panico quello vero, c’è ogni qualvolta ci troviamo di fronte a una moltitudine di cartelli, di scelte e non sappiamo quale sarà la o le direzioni giuste. A volte poi non ci sono nemmeno le indicazioni ma solo una quantità eccessiva di strade da scegliere. Purtroppo non esiste una bussola che ci dica sempre e con certezze dove andare. Malgrado tutti i nostri sforzi, i rimorsi per le scelte “sbagliate”, le promesse che la prossima volta prenderemo la via “giusta”, nonostante tutte queste considerazioni siamo e rimarremo sempre dei marinai senza orizzonti e riferimenti troppo delineati e precisi. Navigheremo in balia delle onde e dei venti, sognando cieli stellati che ci facciano da mappa, da guida. Combatteremo, l’arsura delle giornate calde e le intemperie dei mari in tempesta. Pregheremo Dio e lo bestemmieremo per non essere lì a farci da Ammiraglio, e spesso ci accorgeremo come sia meglio non contrastare la corrente come dei disperati ma lasciarsi trascinare, lasciarsi condurre in posti nuovi e bellissimi. Posti che non necessariamente si trovano a miglia e miglia di distanza da dove viviamo ma che spesso sono già dentro o vicino a noi solo che proprio perché così vicini facciamo fatica a vederli.

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