lunedì, novembre 05, 2007

Le Radici dell'insoddisfazione - parte prima

A volte cerco di capire da cosa ha origine tutta l’insoddisfazione che ho di me stesso.
Parto dalle origini e penso che pur arrivando da una famiglia umile di origini umili sono stato troppo viziato. Chissà perché i figli degli operai sono spesso più viziati dei figli della “middle class”. Sono nato negli anni 70, anni di crisi, da una famiglia nata sul finire della seconda guerra mondiale. Gente che ha conosciuto privazioni nell’infanzia e nell’adolescenza e poi si è tuffata nel lavoro in pieno boom economico con un grande senso del dovere e spirito di sacrificio. A me mancano entrambe queste caratteristiche non so se per puro antagonismo o in parte anche per un’educazione troppo soft e mirata più a non farmi mancare quasi nulla (nel limite delle possibilità) che a farmi capire l’importanza del sacrificio e della volontà per ottenere risultati concreti. Eppure ho cercato presto di lottare contro questa mia inettitudine al pratico, ho cercato di aprirmi altri orizzonti ma la mia indole pigra e un po’ lasciva mi ha sopraffatto.
Sono fermo in uno stato che va dalla scintilla di reazione allo stato di apatia più incongruente e faticoso.
In fondo se accettassi questa parte di me, forse, vivrei meglio. Forse. Si, perché altro tratto saliente del mio carattere è l’irrequietudine. Ogni giorno cambio idea su dove vorrei essere, cosa vorrei fare e chi vorrei amare. Mi infatuo facilmente di donne così come spesso salgo sul carro dell’entusiasmo per idee che il giorno dopo mi ritrovo ad odiare. Non sono un’artista e quindi non ho nemmeno la consolazione di trovare lo sfogo nella creazione di qualcosa di bello o di intenso.
Non posso accusare nessuno del mio stato, nemmeno me stesso. L’autocritica che mi faccio da anni non è servita a nulla se non a minare quel poco di stima che avevo della mia carrozzeria per cui ora lascio perdere.
Mi piace sognare di giorno, a occhi aperti, perdendomi negli sguardi di vite che sembrano più felici, negli occhi dei bimbi che hanno tutto il gioco perfido della vita ancora da comprendere e scoprire. Leggo molto ma la mia cultura fa schifo. Scrivo storie che quando rileggo mi fanno vergognare della mia mancanza di stile, di originalità, di fantasia. Io sono un essere privo di fantasia forse perché a volte mi sento frutto, io stesso, di una fantasia un po’ carente che supplisce con un po’ di malsana perversione e un goccio di autodistruzione ma non troppa (purtroppo) al senso di tanti spazi vuoti in mezzo a scatole solo semi aperte e colme di oggetti inutili che mi trascino dietro da un trasloco emotivo ad un altro.
Sto ascoltando in loop “Sabotage” dei Beastie Boys e un po’ vorrei riuscire a “sabotarmi” anche io. Sabotare le mie paranoie, le mie paure, far saltare in aria tutta quest’inettitudine a vivere (“del tutto inadatto al volo” cantava Manuel Agnelli degli Afterhours…o almeno mi sembra).

E così, stamattina mi sono svegliato già così guardandomi allo specchio e pensando, come direbbe un romano burino D.o.c.
“sei cosi stronzo che se pesti una merda fai scopa...”





“I Can't Stand It I Know You Planned It
But I'm Gonna Set It Straight, This Watergate
I Can't Stand Rocking When I'm In Here
Because Your Crystal Bal Ain't So Crystal Clear
So While You Sit Backand Wonder Why
I Got This Fucking Thorn In My Side
Oh My, It's A Mirage
I'm Tellin' Y'all It's a Sabotage
So Listen Up 'Cause You Can't Say Nothin'
You'll Shut Me Dow With A Push Of Your Button?
But I'm Out And I'm Gone
I'll Tell You Now I Keep It On And On
'Cause What You See You Might Not Get
And We Can Bet So Don't You Get Souped Yet
You're Scheming On A Thing That's A Mirage
I'm Trying To Tell You Now It's Sabotage
Why; Our Backs Are Now Against The Wall
Listen All Of Y'all It's A Sabotage
I Can't Stand It, I Know You Planned It
But I'm Gonna Set It Straight This Watergate
I Can't Stand Rockin' When I'm In This Place
Because I Feel Disgrace Because You're All In My Face
But Make No Mistakes And Switch Up My Channel
I'm Buddy Rich When I Fly Off The Handle
What Could It Be, It's A Miracle
You're Scheming On A Thing; That's Sabotage”

2 commenti:

Federico ha detto...

Non avrei saputo scrivere un testo migliore. Per un momento ho pensato che tu avessi scritto sto testo pensando a me. Proprio in questi giorni sto cercando di svoltare in qualche modo, ma arrivo alla sera che come al solito non ho fatto niente.
Come posso migliorare questa condizione? L'insoddisfazione è proprio na brutta cosa.
Cmq ora ho da fare e devo smettere di scrivere.

Roberto ha detto...

Ciao Federico. Si ti capisco, la sera a volte diventa la parte più frustrante così come quando mi accorgo che è già passata un'altra settimana e non ho combinato nulla. Ma poi mi consolo pensando che magari non è così e che forse è solo perchè ho una visione troppo negativa dell'insieme...forse :)