lunedì, ottobre 29, 2007

What Am I Reading?








In questo periodo di depressione acuta, oltre a dormire e ad essere costretto a venire al lavoro, tendo a buttarmi nella lettura con ancora più voracità ed intensità.

Ho letto di Cristina Comencini “L’illusione del bene” l’ho trovato ben scritto, una storia interessante una sana critica agli errori del Comunismo e un po’ di “ideali” da Partito Democratico, sicuramente l’autrice avverte molto questo passaggio politico o almeno io ne ho avuto l’impressione. In certi punti del romanzo ti aspetti un intervento di Veltroni.

Di Harper Lee ho letto “Il buio oltre la siepe”. Bellissimo. Erano anni che mi ripromettevo di leggerlo su consiglio di varie persone. Ne è valsa la pena. Non ci si può non affezionare alla piccola Scout, la voce narrante della storia che seppur con sfumature diverse è ancora purtroppo molto attuale.

“La nevicata dell'85” di Colaprico Piero e Valpreda Pietro. Piacevole, scorrevole, lettura non troppo impegnativa perfetta per quell’oretta di preludio alla pennica pomeridiana della Domenica. Con un intreccio che mi ha ricordato con non poca nostalgia le estati passate dai miei nonni quando leggevo tutto assorto i gialli Mondadori provando a indovinare chi era il colpevole.

“La cupola” di , di ..ho rimosso anche il nome dell’autore! Sulla fascetta del libro vi era scritto 2^ ristampa in un mese…spero che le ristampe siano di poche copie e che questo fosse il motivo della necessità di stamparne altre. Si poteva salvare la carta…
Il libro mira ad essere un giallo (dall’intreccio banale e ridicolo), un anti “Codice da Vinci” che per quanto non mi abbia entusiasmato signori miei siamo ben distanti come scrittura e suspense che in questo giallo tutto torinese manco si odora. Parteggia sfrontatamente per la Chiesa in più punti ma questo sarebbe il meno. Cita al fondo che il libro è frutto di una collaborazione tra un gruppo di ricercatori e lo scrittore sui misteri che circondano la cupola del Guarini. Meglio, se siete proprio interessati all’argomento, andarsi a cercare i documenti di ricerca e lasciar perdere un romanzo inutile a meno che non siate di quelli che usano i libri per fermare le porte.

Di Daniel Pennac “Signori bambini”. Lettura piacevole anche se a me non ha entusiasmato come la saga della famiglia Malaussène. Molto meglio la seconda parte del libro un po’ meno confusa anche se a volte sfiora un po’ la retorica quando afferma con troppa chiarezza il concetto del libro, dell’adulto che è infelice quando ha perso il bambino che è in lui.

“La mostra delle atrocità” di James Graham Ballard. Qui non posso essere obiettivo perché io amo Ballard. Libro che spesso ricorda il suo idolo Burroughs. Frammentario anche perché in realtà molti sono racconti a sé stanti già pubblicati in precedenza su riviste letterarie. Incredibilmente veggente su certi aspetti della storia che stiamo vivendo.

Di Mauro Corona “L’aspro e il dolce”. Sono a 90 pagine dalla fine, in tutto sono 397 pagine che a meno che non ci sia un brusco cambiamento sul finale sono un taccuino delle memorabili sbronze che questo aspro montagnino ha redatto mi auguro anche con un po’ di fantasia se no mi chiedo come possa essere ancora vivo. Non siamo in ambito Bukowski, niente bestemmie né puttane, non c'è neanche disprezzo per l'esistenza. L'autore ha fede in Dio, in quel Dio che ha creato la natura splendida ma anche senza pietà che lo circonda. Sono punti di vista che da ateo non condivido. Ne esce fuori la figura di un uomo duro, pazzo completo quando beve, molto fortunato, che odia far trapelare i sentimenti se non quando scrive. La prosa è asciutta, a tratti un po’ ripetitiva e non manca di dispensare un po’ di sani consigli ai giovani dicendo di non rovinarsi la vita con l’alcool e subito dopo raccontando l’ennesimo aneddoto da compagno di sbronze. Da leggere se siete amanti della montagna e della vita rude di gente che non deve chiedere mai.

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