lunedì, aprile 02, 2007

IL MARE A TORINO ?! SI, SI, SI, !!!!




Allora è una nuova settimana. Siamo ad Aprile. Stamattina per prima cosa ho aderito al comitato per il mare a Porta Nuova. Era da un po' che volevo farlo, poi a causa della mia testa perennemente tra le nuvole e il tempo che non basta mai il mio nome latitava ancora...Meno male che c’è il buon Vespa e il suo puntuale blog a farmi da promemoria (http://www.nohay-banda.it/dblog/).
Mi raccomando aderite in massa ! Cliccate su
http://ilmareaportanuova.blogspot.com/ per lasciare anche il vostro nome a supporto di questo magnifico progetto e chissà che fra qualche anno non ci troveremo tutti a sorseggiare cocktail sulla spiaggia sabauda.

Sono in un periodo un po’ di stasi. Ho appena finito di leggere “Lo Zen e l'arte della motocicletta” di Pirsig ormai un classico della letteratura Americana del secondo novecento e “C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo” di Efraim Medina Reyes libro che avevo acquistato per via del titolo e parcheggiato poi tra gli scaffali della libreria perché data la mia perenne inquietudine sentimentale avevo paura di leggerlo…
Che dire nessuno dei due mi ha fatto gridare al capolavoro. Sicuramente quando è stato scritto nel 1974 il libro di Pirsig anticipava molti concetti oggi ormai propinati fino alla nausea, è uno di quei libri che avrei dovuto leggere a 16 anni come Siddharta. Letti oggi, a quasi 34, mi provocano qualche sbadiglio e nessuna illuminazione particolare.
Non mi son strappato i boxer dall’entusiasmo neanche per il romanzo molto delirante di Reyes con delle pagine dove l’autore/personaggio protagonista del libro si crede un Dio in terra. Se andate su Google - Immagini e mettete il nome di Reyes vi usciranno diverse foto dell’autore in atteggiamenti triti e ritriti che vanno dallo scrittore erotomane che mostra fiero la propria nudità a quelli ancor più alternativo – discutibili, tipo foto con lui che si punta una pistola alla tempia…Sbadiglio come in molte pagine del suo libro. Ed è un peccato perché in altre ci sono frasi meritorie di ampie sottolineature a margine. Sono quelle più sincere dove il nostro colombiano non gioca a tutti i costi a fare il macho sud americano con sogni a stelle e strisce.

Ora questi miei giudizi sono evidente simbolo di una grande apatia che a fasi alterne riaffiora nella mia esistenza. Diciamo che trovo difficile sempre più difficile trovare stimoli. Il grosso problema è che forse ce ne sono anche troppi ma di scarsa qualità…

Baci ;)


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