lunedì, marzo 19, 2007

Monday Afternoon fever

My early years

Floyd now says my hairy chin
Sit down in the chair don’t be afraid
Steaming hot towel on my face

I’m ashamed I’m ashamed I’m ashamed
(*)

Mi vergogno mi vergogno anche io qui seduto sulla poltrona da barbiere di Raffaele l’amico siciliano di mio padre. Mi vergogno, tutti quelli che passano sul marciapiede possono vedere dentro il negozio. Possono vedere mentre mi taglia i capelli, mentre mi pettina in quel modo odioso che piace tanto a mio padre. Forse è anche per quello che ho perso i capelli?! Non volevo più sottostare a questa tortura? Ora uso solo la mia macchinetta Philips da 12,90 € con tre regolazioni di taglio. E mi vedo solo io nello specchio di casa.

I’m standing in your light
I do hope you have the time
I do pick up number two
I do keep a date with you
(*)

Si spero, spero davvero che mi scelga, che mi guardi, che mi consideri. Ma lei fa terza media sembra già donna, è bruna, con la carnagione leggermente olivastra e un seno già sviluppato che mi ricorda tanto quello di mia zia. Non mi guarderà mai, non sarò mai nessuno per lei, poi con questo orribile taglio di capelli che mi fa sembrare ancor più bambino di quel che già sono e poi io sono in seconda lei fa già la terza. Mi sento terribilmente a disagio vorrei essere microscopico e sgattaiolare via.

(*)
words from the album Bleach – Nirvana (1989)



Latter days

Scena A
Closed in my office

Un collega nano cammina avanti e indietro per il corridoio. Lo fa da stamattina. Lo fa parlando ad alta voce. Probabilmente ha bisogno di farsi sentire, non si sente considerato o forse ha ingoiato del viagra scaduto e gli effetti collaterali sono questi. Sembra il nano di Twin Peaks, ho paura che entri nel mio ufficio e mi dica qualcosa di terribile. Mi nascondo dietro il monitor maledicendo il fatto di non aver chiuso la porta.


Scena B
Closed in a Bar

Mangio un’insalata di riso e petto di pollo ai ferri. Piatto triste per una giornata noiosa. Le due ragazze del bar sono scazzatissime. Una è alta, altissima quasi curva su se stessa. Non ha niente di femminile. Avrà 30 anni ma la faccia è un tappeto di brufoli. L’altra è bassa cicciotella ha l’aria di una che pensa – Che palle! Dai ordina quello che devi e vatti a sedere – mentre il mio sguardo e penosamente perso in quella piccola bacheca di piatti pre-cotti. La odio. Si la bassina la prenderei a testate, la lascerei tramortita dietro il bancone. Ha l’aria da banco del pesce di Porta Palazzo anche se devo dire che lì sono meno grezzi. Sto diventando paranoico?! Non so ma nei bar che ho provato qui in zona tutti hanno l’aria leggermente piglia-culo da zarretto di barriera. Quando entrano i loro simili allora lì sì sono spontanei – Ehi ciao, come va? Minchia sei bello abbronzato eh?Dove sei stato? Ti sei fatto la lampada? – solitamente la risposta è un monosillabo tipo - tse – e un sorriso malizioso. Sembrano tutti dei Corona, abbronzatissimi, tatuatissimi, con in capelli e le maglie tutte griffate con lettere giganti: G.A. - D.& G. – R.C. etc… fuori hanno mini, alfa 147, i più sfigati hanno le smart ma con l’impianto audio da 1000 watt.


Scena C
Back to the dwarf

Sono in ufficio di nuovo, stavolta chiudo la porta. Ma la sua voce la sento lo stesso. E’ persino balbuziente. Ha l’ansia di dire, di comunicare ma non sa neanche lui cosa. E’ più fastidioso del vento che c’è oggi e che mi ha già procurato un terribile mal di testa e relativo giramento di coglioni.
Adesso vado dal nano e lo schiaccio.

I've become so numb I can't feel you there
I've become so tired so much more aware
I'm becoming this all I want to do
Is be more like me and be less like you

2 commenti:

Desmentera ha detto...

La tragedia è vedere questo genere di persone e immaginarne altre milioni tutte uguali, "che poi non sono uguali, ma ugualmente adorano sentirsi tali" (citazione da "il battito del cuore", Dal Fondo, Petrol 2007).
Un saluto solidale con il tuo sentire

Roberto ha detto...

Grande e perfetta sintesi di una tristissima realtà...
Baci ;)