martedì, febbraio 06, 2007

W l'ozio parte seconda




Io spesso mi rendo conto di amare visceralmente Torino. Ieri parlavo di una delle mie tante camminate per le vie del centro sabaudo e mi rendo conto che il fiume d’emozioni che mi attraversa ogni volta è così intenso che mi ricorda un po’ quando durante qualche viaggio all’estero magari nella metropolitana di qualche capitale europea mi capita “d’innamorarmi” perdutamente, magari anche per due secondi o il tempo di un paio di fermate, di qualche affascinante sconosciuta. Quelle infatuazioni molto adolescenziali, ma che in fondo mi porto dietro da sempre. Quell’invaghirsi di un profilo, di uno sguardo, di un portamento, di uno stile… Ecco, mentre cammino per le piccole vie del quadrilatero romano o per le traverse di via Po spesso ho di queste infatuazioni solo che originano da scorci di edifici in stile Liberty o in quel magnifico stile chiamato “Barocchino”. Scorci di vista della Mole, improvvisi come due occhi intensi che per un secondo ti fissano e ti fanno sognare storie d’amore bohemien e passionali. Quelle storie che io definisco in “bianco e nero”, storie degne di un film di Truffaut…ecco Torino è una città da film di Truffaut! In fondo è sempre stata definita un po’ una piccola Parigi e quando a me è capitato di andare nella magnifica capitale Francese (disordini degli ultimi anni a parte…) appena tornato nella mia amata “ville” sono stato colto da un’improvvisa voglia di camminare, di odorare i profumi delle pasticcerie, di fermarmi al Convitto di via San Francesco Paola assaggiando quel fantastico Cheesecake di Roberta o la torta pera, mandorle e cioccolato. Di mangiare quelle squisite bignè al limone di Ghigo o la sua meringata con la panna. Il perdermi tra gli scaffali disordinati ma ricchi di sorprese della libreria “La Bussola” di Via Po o ammirare quelle carissime ma magnifiche monografie cinematografiche alla Comunardi, trovare libri usati e curiosi nelle bancarelle di libri sotto i portici di via Po. E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo…
Vorrei riuscire a lavorare al massimo 3 giorni alla settimana per poter dedicare i restanti 4 a questa serie d’innamoramenti, d’infatuazioni, di odori e profumi, d’emozioni che rigenerano il mio animo alquanto apatico ultimamente…

Eine besos








2 commenti:

003 ha detto...

torinese, e perfettamente d'accordo. soprattutto sulla torta cioccolato e pere.

Roberto ha detto...

Benvenuta sul mio blog! Sto leggendo il tuo e devo farti i complimenti! Vedo che anche tu sei fans dei dolci...Io sono torta dipendente! Oggi al Pastis mi son sparato una bella fetta di torta di mele con spruzzatina di panna a lato ...deliziosa!!
Baci
;)