lunedì, febbraio 05, 2007

W l'Ozio - parte prima




Sabato mattina nuotata in piscina, disteso sull’acqua mi lasciavo scivolare a dorso dolcemente cullato dall’acqua distendevo la mia colonna vertebrale ed i miei pensieri.
Dopo sono andato al quadrilatero a farmi un toast e un bicchiere di vino al Pastis, poi ho camminato fino a via Barbaroux dove mi soffermavo davanti alle bellissime vetrine dei piccoli negozi spesso colme di robe di cui magari non si trova utilità ma proprio per questo ancor più belle.
Poi ho acquistato un paio di libri:

-L'Ozio Come Stile di Vita


-The Devil’s wear Prada

Il primo (autore Tom Hodgkinson edizioni BUR 9,50 Euro circa) è un piacevole, per lo meno fin dove sono arrivato (pag 41), saggio/guida celebrativo del “dolce far niente” tanto deprecato e villipeso da armate di persone che corrono per stipendi da fame o per comprare a rate oggetti completamente inutili mentre i capitani d’industria beatamente si godono lo spettacolo e scuole e genitori ci trasmettono la morale sul quanto sia deprecabile gozzovigliare nel letto al mattino, dormire troppo o andare a letto tardi la sera. Ok niente di nuovo in tutto questo però lo stile è piacevole, ironico senza scadere nelle facili generalizzazioni ma portando ad esempio episodi di vita dell’autore.


Il secondo (autrice Weisberger Lauren edizioni Librerie internazionali prezzo 10 euro circa) l’ho comprato alla FNAC che ha una discreta sezione di libri in lingua straniera. L’ho comprato perché ho voglia di fare un po’ di “refresh” del mio super arrugginito inglese. So che magari non sarà un “masterpiece letterario” però avevo voglia di qualcosa di un po’ leggero visto che già dovrò spolverare l'Oxford Dictionary per gli innumerevoli vocaboli di cui non ricorderò il significato…




“Non far niente è il lavoro più duro di tutti”
Oscar Wilde

2 commenti:

L. ha detto...

Mio caro Virus, il ricomincio da me va benissimo..mi coccolo mi voglio bene, faccio quello che pare a me è fantastico!
Purtroppo io vivo perennemente così sono una che fa sempre tutto da sola, che passeggia da sola, che sta bene da sola e che ahimè le storie d'amore se lo costruisce e se le distrugge da sola...Adoro passeggiare per il centro e andare in quel negozio accanto a Las Rosas che vende anticaglie di medicina e star lì a contemplare ed immaginare un E.R. lontano secoli....
Buona Lettura
L.

Roberto ha detto...

Perchè cara L. dici "purtroppo"? Io penso sia una cosa molto importante il riuscire a godersi la solitudine. Anche io sono così e viaggio moltissimo con la mente e la fantasia quando mi perdo volontariamente nelle vie di Torino. Poi ho sempre pensato che questa mia assenza di timore verso il restar solo mi abbia sempre aiutato ad amare intensamente perchè non mi è mai capitato di stare insieme a qualcuno solo per compagnia o per l'orrore di trovarmi a mangiar da solo (anche perchè sono uno che si vizia molto!). Non so, a volte penso che l'apprezzare la solitudine aumenti la conoscenza di noi stessi e un certo particolare tipo di rispetto e sensibilità (verso chi ci è vicino) che non tutti possiedono.
Besos e buon ozio!