lunedì, febbraio 19, 2007

cronaca di un risveglio

Ore 6.05 suona la sveglia del cellulare
-Kristo!- penso – non può già essere l’ora di alzarsi no no no …-

Ore 6.20 ho accettato l’annichilente verità e sono in bagno con lo sguardo fisso dentro lo specchio.
Rivedo nelle mie rughe accennate quello che sarà il mio viso da vecchio, se mai ci arriverò…
Rivedo certe espressioni di mio padre, con l’avanzare degli anni mi avvicino a lui in certe espressioni e ciò mi fa paura.

Ore 6.31 dopo aver smesso d’indagare sull’evoluzioni/involuzioni del mio io, mi rado quei 4 peli che adornano le mie guance. Mi lavo.

Ore 6.45 sono in camera a cercare cose pulite o per lo meno indossabili, i gatti giocano a “Fight club” sul letto non tento neanche di separarli, che sfoghino pure il loro istinto animale, loro che possono…

Ore 7.05 sono in garage, salgo sulla scascio-mobile. Il primo tentativo di accensione finisce come sempre in uno stridio del motorino d’avviamento che cambierei volentieri se A) avessi i soldi per farlo e B) se il suo prezzo non fosse più alto del valore dell’intera auto.
Al secondo tentativo il gioiellino parte, attacco il mio lettore mp3 portatile allo stereo cassette del macinino e parto con “Coriandoli a Natale” la magnifica canzone di Gigi Restagno ottimamente interpretata dai Subsonica.
Va bene, oggi mi sono alzato già con il mood triste e mentre guido nella nebbia
“…ma scommetto che poi tu te ne andrai, tu te ne andrai…”
aumenta i miei desideri di “bipide” con desideri anticonservativi.

Ore 7.35 sono sulla SS11, nebbia non fittissima, visibilità intorno agli 80-90 metri. Mi piace guidare nella nebbia mi sembra di bucare le nuvole.

Ore 7.45 sono al bar di un vecchio leghista che tutte le mattine bestemmia a gran voce con il suo dialetto sporco ed inveisce contro tutto e tutti. La ragazza brasiliana che ha la sfortuna di lavorare lì, sopporta con il suo sguardo molto dolce.

Ore 8.05 sono in via Bologna, compio un’inversione paurosa per la gioia di qualche frustrato che non vedeva l’ora di dar fiato al clacson della sua trappola a 4 ruote. Parcheggio nell’unico posto miracolosamente libero. Finisco di ascoltare “Good Fortune” di PJ Harvey non sarà qualche minuto di ritardo a cambiarmi la vita…



Threw my bad fortune
Off the top of
A tall building
But I'd rather have done it with you

Your boy's smile
Five in the morning
Looked into your eyes
And I was really in love

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