mercoledì, gennaio 31, 2007

Recensioni culinarie e tamarre sabaude...

Prima parte scritta alle ore 21:33 del 30 gennaio 2007 svaccato sul divano con portatile che mi scalda le ginocchia e gatto che guarda la tv ..

Scusate scusate per il post di ieri. Uno sfogo in puro stile adolescente disilluso. Capita anche nelle migliori “famiddie”, sto guardando il Commissario Montalbano e l’influsso della fonia Siciliana si è impossessato di me…
Passo ad argomenti più frivoli. Sapete, per lo meno chi ha già letto qualche post del presente blog, della mia passione per la cucina. Pur non essendo un vero esperto ed intenditore, amando spadellare e sperimentare tra i fornelli, non spendo la pausa pranzo nella più totale indifferenza culinaria o accontentandomi di riempire il mio povero stomaco con piatti pre-cotti e veloci ma cerco, con un po’ di senso critico, di trovare sempre dei piccoli paradisi (ma spesso mi accontento di purgatori…) dove degustare se non abbacinanti ed entusiasmanti novità almeno qualcosa di gradevole.
Sapete anche che il settore per cui lavoro si è trasferito da circa una settimana in Via Bologna nella sede dell’ex TOROC. Oddio “ex” non è la preposizione più adatta visto che uffici dell’appena citato ente continuano a persistere anche nel periodo post olimpico.
Beh tornando all’argomento pausa pranzo, le prove dei locali qui intorno sono state alquanto deludenti. C’è da dire che tolto il ristorante-pizzeria da Ivo e la trattoria Bologna (ancora da provare) gli altri locali sono piccoli bar in perfetto stile pausa pranzo veloce e incuranti della qualità, a meno che per qualità non s’intenda servire un contorno surgelato proveniente da busta Orogel piuttosto che Findus. Ovviamente anche il personale è nello stile clientela. Scusate, oppure no sinceramente me ne batto i beati zebedei, ma io sono uno snob sia nel senso letterario del termine è cioè “sine-nobilitate” (in quanto che io sappia non ho parenti di sangue blu) sia nell’accezione più semplicistica del termine e cioè “persona con la puzza sotto il naso”. A dire il vero soffrendo di raffreddore cronico, di puzze sotto il naso ne sento ben poche tranne quando queste puzze sono particolarmente invadenti. Comunque sia la clientela ivi menzionata è composta da Vigili Urbani, Poliziotti della Questura Barriera di Milano, impiegate in super tiro della Lavazza di Corso Novara, lavoratori di un paio d’officine meccaniche e carrozzerie della zona. Ora tolte le appena citate impiegate Lavazza la restante ciurma ben gradisce il tipo di barista donna con cadenza tamarro-piemonteisa tanto per intenderci il “Minchia” pronunciato non alla Montalbano o alla Cammilleri ma con una sorta di accento torinese anche se ben lontano dal vero cittadino Sabaudo (p.s. sia chiaro non sono un purista del dialetto che pur essendo piemontese non parlo né un leghista!). Comunque il tipo di barista oltre all’inflessione e all’uso notevole di “minchia”, “ciao bello”, “ciao tesoro” etc etc mastica perennemente gomme, ha delle improbabili meche, e anche quando il suo giro vita richiederebbe una copertura totale ha l’ombelico in bella vista (anche con zero gradi di temperatura esterna!).
Comunque sino ad ora mi sono avventurato nel Bar Sicily e da Ivo.
Il Bar Sicily di via Bologna, 39 promette (sul biglietto plastificato del locale) specialità siciliane anche a colazione. Ora il cornetto con i pistacchi penso sia una creatura mitologica in stile bigfoot americano, cioè tutti ne parlano, tutti l’hanno visto ma in 8 dico 8 colazioni non sono mai riuscito a trovarlo e non perché li avessero finiti ma perché non li avevano fatti. Le restanti brioche si dividono in cornetti alla marmellata talmente carichi della suddetta da risultare nauseabondi, cannoli dalla pasta sfoglia extra secca e dalla crema di qualità medio bassa. Si salvano solo i krapfen in versione sicula e cioè colmi di ricotta…se ne mangiate uno al mattino potete saltare tutti gli altri pasti della giornata…!
A pranzo vi ritrovate contorni che arrivano dritti dalle buste di surgelati già citate in capo al post e primi e secondi di qualità da mensa Bulgara.
Passiamo a Ivo un tempo discreta trattoria Toscana ora trasformata in ristorante self service pizzeria. Al di là del mio odio verso i self service e soprattutto verso quei maledetti vassoi dai colori tristi e che richiedono sempre grandi doti d’equilibrismo, anche qui la qualità non è eccelsa anche se nettamente superiore allo spicchio di Sicilia.
Ieri a pranzo ho preso delle Lasagne alla Bolognese che della città degli Asinelli avevano ben poco, la pasta era un po’ cruda e c’era una sovrabbondanza nauseabonda di olio. Ho abbinato un contorno di patate al forno (lo so faccio schifo..!) crude anche queste e dal taglio a spicchi talmente preciso che sospetto provenienza da sacchi surgelati.

Seconda parte scritta alle ore 13.38 del 31 gennaio in piena fase digestiva…

Oggi da Ivo è andata un po’ meglio, ho preso Milanese con purè di Patate…ho detto un po’ meglio ma non esaltiamoci! Se penso alla Milanese del Pastis…sigh sigh.. La bistecca in sé era oltre che piccola un po’ troppo unta ( e ci risiamo, Dio ma l’olio non costa nulla!?) e la purè troppo carica di parmigiano, ingrediente che tra l’altro non tutti inseriscono perché da alcune persone mal tollerato. Infine coppetta di macedonia di frutta, voto totale 6 e mezzo.





Nessun commento: