martedì, gennaio 30, 2007



E’ incredibile. E’ parossistico, è privo di logica è…un’enorme presa per il culo. Non ho mai creduto nell’amore se non che “l’amore è un cane che viene dall’inferno” come diceva il buon vecchio Buk. Diciamo che mi sentivo predestinato a una vita abbastanza autodistruttiva. Un paio di amici persi lungo il percorso, voglia di sperimentare qualsiasi cosa fosse antagonista del concetto di “salubre” o di “gioia di vivere”. Voglia di evadere da una vita che mi stava stretta proprio perché vita. Non rompevo a nessuno, vivevo nel mio mono e mini locale su lungo Dora Savona, se non avevo voglia di uscire non uscivo, se mi girava passavo il weekend a farmi 48 ore di sonno o a bere e farmi dei mega joint fino a star male. Mi divertivo a scrivere haiku pornografici e fallocratici e a riderci sopra il mattino dopo.
Poi ci sono cascato come un povero scemo qualunque. Mi sono innamorato e pure sul serio. Mi sono lasciato coinvolgere totalmente, ho dato tutto me stesso, ho incominciato ad avere una visione completamente diversa del mio destino. Si diciamo che per un attimo ho pensato di essere anche io un po’ normale (nell’accezione comune che si da a questa parola). Ci ho creduto insomma, son tornato a credere per una parentesi di tempo alle fiabe. Fino al punto in cui la fiaba finisce e mi ritrovo di nuovo da capo con qualche osso rotto.
Va beh a parte queste considerazioni da tardo (molto tardo!) adolescente disilluso rimane la grande amarezza, il profondo senso d’inutilità che deve avere il capitano di una nave quando questa è ormai per oltre metà dello scafo sotto il livello dell’acqua e lui vorrebbe trasformarsi in Poseidone per poterla tirare su e ancorarla in qualche porto sicuro per rimetterla in sesto.
Non ho mai patito la solitudine, sono scappato di casa appena ho potuto, sono stato per due anni via senza tornare mai nel mio paese natale, ho conosciuto gente di ogni dove con il mio inglese sgrammaticato ma funzionale. Ho fatto sesso tanto sesso senza mai ferire o illudere nessuno neanche me stesso. Ho mangiato cibi di un po’ tutte le origini, ho bevuto persino una bottiglia d’Assenzio insieme a un ragazzo di Praga anche se a me solo l’odore di anice mi fa schifo, ma ne è valsa la pena perché abbiamo riso tutta la notte. Ho sperato per un periodo di essere omosessuale ma non è andata, ma è stata comunque un’altra occasione per conoscere delle belle persone.
Non so mi sento davvero davvero stanco. Avrei voglia di spaccare il mondo radere tutto al suolo ricominciare tutto da capo ma ammetto che è un tantino presuntuoso...

Eine Kuss





6 commenti:

Marco ha detto...

E' questa etichetta amore-fiaba, che mi lascia sempre un po' perplesso!

Roberto ha detto...

Infatti la mia era un po' una provocazione verso la lei della situazione visto che è lei ad avere una visione fiabescha del tutto "indi per cui" se qualcosa non va per il verso giusto allura tutto è irrecuperabile. Mentre io penso che il sentimento tragga le sue radici non solo nei momenti fiabeschi ma anche nei momenti di merda d'altronde per concimare si usa il letame mica Chanel N°5!
Comunque non so neanche quanto servano le provocazioni se dall'altra parte s'instaura un muro di gomma (perdonami la metafora un po' sprecata in questo caso), diciamo che è stato un po' uno sfogo a una situazione che sta seriamente minando la mia pazienza (tra l'altro mai stata così grande!)
Grazie del commento mi ha fatto sentire un po' meno solo in questo scazzato 30 gennaio ...
un saluto sincero
;)

L. ha detto...

Mio caro Virus,
è inutile essere un soldato quando la guerra è finita...il muro di gomma molte volte è fatto da disinteresse e indifferenza..mi sa che tu contro questo muro ti ci vuoi ammazzare perchè hai già capito che non si sfonda.
Prova a camminare in direzione opposta, cerca di non voltarti indietro, fai un pò di km e prova a vedere che aspetto ha da lontano..potresti scoprire qualcosa di nuovo
L.

Roberto ha detto...

Si non è sbagliata la tua teoria. Razionalmente so che è la cosa giusta o per lo meno la più sensata da fare. Il problema è sempre mettere in pratica le cose...

P.s. Sto leggendo "Considera l'aragosta" di Wallace che se non sbaglio mi avevi consigliato tu. E' molto interessante, ora sto leggendo il resoconto della campagna elettorale di McCain. Molto bello, soprattutto l'analisi che l'autore fa sul fatto che molti non elettori si sono interessati con entusiasmo a McCain per la sua immagine inusuale rispetto ai soliti politici. Non più l'imbolsito signore di mezza età ma un arzillo ex prigioniero di guerra. Insomma l'immagine risveglia l'intorpidito elettorato…si diciamo che mi ha ricordato un po’ la situazione italiana. Migliaia di persone che abituate a Andreotti, Ochetto, La Malfa etc si vedono arrivare una sorta di gigolò per signore attempate che suona il piano, sciorina barzellette, ha un passato da imprenditore “furbetto” di successo e che per di più l’ha sempre fatta franca (e lì mi viene un’assonanza con il McCain che all’accademia combinava solo guai, inseguiva le gonnelle e si divertiva a fare il matto pilotando caccia militari al di là degli spazi aerei consentiti per le esercitazioni..) insomma il guascone un po’ simpatico. God sake ma le ideologie dove sono finite ?!

L. ha detto...

Si te lo avevo consiglito io, in effetti quel racconto è molto bello anche se il primo rimane quello che mi ha fatto più ridere...Oltretutto lui fa la parte del giornalista che non c'entra assolutamente nulla (se non sbaglio era lì per conto di Rolling Stone) e quindi riesce a guardare tutta la macchina con il dovuto distacco...
Mi piace molto lo stile, soprattutto perchè giornalistico e quindi semplice e d'effetto!
Anche se subito leggendo non l'ho apprezzata tanto, la parte sulla scrittura e sull'etimologia delle parole ti sarà molto utile, mi è capitato molto di ripensarci dopo...

P.s. Virus per favore è difficile, fatti pure venire la febbre e l'influenza, ma fai qualcosa per smuovere sto flipper che ormai ha la pallina incastrata ed è andato in palla!

p.s.2 Finito ora anche Instabul di Ohran Pamuk, premio nobel per la letteratura 2006, te lo consiglio quando sarai più sereno...per il resto consiglio Coetzee Slow Man o Vergogna...bellissimi

L.

Roberto ha detto...

Si la parte sull'etimologia è un po' pesa (vocabolo che usa spesso Wallace!)però molto interessante. L'idea di lui con la giacca di pelle per mimetizzarsi da vero inviato del Rolling è fighissima! Tra l'altro l'aspetto da giornalista musicale un po' lo ha.

Azzeccata la metafora del flipper impallato si in effetti sono un po' troppo in tilt e in fase "d'empasse" speriamo di riuscire a dare un bel colpo di bacino e far tornare la pallina a raccogliere punti.