venerdì, dicembre 15, 2006

Uhmmm ...riflessioni, profumi ed esteti



Giornata tesa. Al lavoro colleghi iper stressanti (ti) ed ansiosi. Oggi il Sole è a 22° in Sagittario e la Luna e a 18° in Bilancia una parte del mio oroscopo odierno dice “Oggi, non vedrete l'ora di uscire dal lavoro o dal luogo di studio” mai stato così vero.
Sui blog su cui navigo molti degli utenti abituali latitano… il senso di solitudine aumenta.
Ascolto “Coriandoli a Natale” dei Subsonica, bellissima ma non è la giornata adatta…allora passo a un’altra traccia “L’odore”.
L’umore rimane instabile, lavoro almeno stacco la spina dai pensieri. Poi vado a mangiare.
Mentre cammino incrocio una ragazza cinese che conosco, il nome italico è Anna quello in cinese non saprei come trascriverlo. Lavora 9 ore al giorno dal lunedì al sabato nel negozio dei genitori, abita sopra il negozio stesso, ha 22 anni. Mi ricorda una canzone di Daniele Silvestri:

“Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore…”

Arrivo al Pastis e faccio un ottimo pranzo a base di un piatto brasiliano (grrr non ricordo il nome sono un disastro!) composto da riso, carne e fagioli neri. Ottimo anche perché adoro il riso abbinato alla carne. L’ho accompagnato con un bicchiere di barbera (Prunotto mi sembra la casa vinicola). Le ragazze sono sempre meravigliose, il “Capo” idem è cordiale e simpatico senza essere invadente. Questi sono alcuni dei motivi per cui vado quasi sempre lì, anche se devo scarpinare un po’ ne vale la pena. Sto già male a pensare che da metà gennaio non avrò più nemmeno questa oasi quotidiana a cui approdare.
Torno in ufficio e telefono alla mia compagna anche lei mi sembra nervosa, forse solo stanca, la lascio tranquilla e mi metto a scrivere queste 4 cazzate. L’immagine che ho davanti agli occhi oltre il monitor del Pc è la grande finestra verde che da sui tetti dell’edificio di fronte (basso per fortuna). Un vecchio tiglio spoglio è posto esattamente al centro della visuale, i rami sono talmente immobili che sembra di osservare un quadro.
Oggi l’affascinante girl del Pastis aveva un nuovo taglio di capelli, molto bello, più sbarazzino (dio che brutta parola…chiedo venia!). Vederla mi ha ricordato un film che non rivedo da un po’ “Bande a Part” di Jean-luc Godard. Soprattutto mi è venuta in mente la corsa liberatoria contro il tempo e le istituzioni dei tre protagonisti all’interno del Louvre . Questo forse anche perché la scena della corsa l’ho rivista da poco, mi sono accattato il Dvd di “The Dreamers” (Bertolucci) dove viene ripresa.
Adesso che ho perso l’anonimato però devo smettere di scrivere della “femme charmant” in questione perché potrebbe essere fastidioso ed anche importuno/ inopportuno.
Sposto la concentrazione e le mie parole su “Il Profumo” il libro che sto leggendo. Ho superato da poco le 100 pagine, devo dire che da quello che alcuni mi avevano detto me lo aspettavo più ostico invece forse anche per l’interesse verso l’argomento mi ha preso molto e se non fosse che in questi giorni riesco ad avere ben poco tempo per leggere (e solo verso sera tardi) a quest’ora sarei già più avanti nella gradevole lettura. Molto ma molto più ostico trovai “Controcorrente” di Hyusmans (nell’edizione della BUR però il titolo è “A ritroso” traduzione fedele del titolo originale “à rebours”). Un libro quasi privo di trama e in cui la maggior parte delle pagine sono state scritte per descrivere la casa molto Dannunziana del protagonista, un’esteta all’ennesima potenza tale Des Esseintes (tra l’altro grande intenditore di profumi…). L’esteta in questione si distacca completamente dalla realtà che lo circonda tentando di colmare il vuoto con sempre più ricercati artifizi. Non è che la cosa gli riesca molto visto la sua perenne insoddisfazione ma non dico di più perché non voglio rovinare la lettura a chi decide di avvicinarsi all’arduo compito.

I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti”

Pavese è perfetto per questa giornata che dal quel che vedo in questo momento, alle ore 14.41, è sempre più grigia!
Besos e buon weekend a todos

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