giovedì, dicembre 07, 2006

Paris, Texas e ricette..

Due sere fa ho rivisto Paris Texas…che bello! Lo rivedo periodicamente a distanza di anni e fino ad oggi è il più bel fim che abbia visto sull’amore. L’amore impietoso, l’amore geloso, l’amore totale e distruttivo (cose a cui sono ancor più sensibile in questo difficile periodo che sto attraversando). Stupende le inquadrature di Wenders, i silenzi del protagonista, Travis. Il suo disperato camminare in mezzo al deserto con il solo obiettivo di arrivare in quel quadrato di deserto acquistato per corrispondenza a Paris, Texas. L’ultimo ritaglio di un amore perduto, bruciato dall’ossessione. Bellissima la scena dove lui va a prendere il bambino (che non vede da 4 anni) a scuola dopo essersi fatto consigliare dalla governante messicana che lavora in casa del fratello su come si deve vestire per dare l’idea di un padre ricco. La camminata sui marciapiedi opposti di un padre e un figlio che si studiano e che si scoprono nuovamente è qualcosa di meraviglioso.
Ieri sera ero preso bene, nonostante l’inizio pessimo di giornata.. Sono arrivato a casa ho aperto il frigo e con quello che c’era ho cucinato. La mia lei era al lavoro e così ho preparato tutto in dose doppia in modo che oggi si ritrovasse il pranzo pronto. Ho fatto delle farfalle con zucchine. Ho preso 2 belle zucchine le ho tagliate a cubetti e le ho fatte soffriggere con un po’ d’olio. Poi quando erano dorate ho versato dell’acqua nella padella, le ho coperte per farle andare un po’ in umido. Ho tolto poi dopo circa 15 minuti il coperchio per far evaporare l’acqua e ho aggiunto del basilico tritato, le ho fatte andare ancora un poco finché non si sono disfatte per bene. Ho spento e sopra le ho spolverate con abbondante pecorino e del pepe. Quando le farfalle erano pronte le ho scolate e buttate in padella e fatte saltare a fuoco vivace per pochi secondi. Nel mentre ho preparato delle carote veloci tagliate a rondelle fatte andare a vapore e poi fatte saltare in padella con del burro a fine cottura ho aggiunto pezzi di gorgonzola e erba cipollina tritata. Con una melanzana solitaria invece ho fatto che affettarla a fette sottili, salate e lasciate ferme per un po’ (per fargli perdere l’amaro) poi grigliate a fuoco lento mentre a parte ho tritato basilico, mezzo spicchio d’aglio (senza l’anima) rosmarino, prezzemolo ed erba cipollina. Le erbette tritate le ho messe in un piccolo contenitore e lasciate a bagno in olio extra vergine. Questa salsina l’ho poi versata sulle melanzane che intanto avevo riposto in un piatto a raffreddare. Mi piace cucinare soprattutto per lei, anche quando non c’è. Non so è un modo di pensare alla persona con cui stai, di dedicarle qualcosa che a parole non sempre si riesce ad esprimere. Soprattutto nei periodi più burrascosi e difficili mi piace pensare al rapporto come a un piatto che stai cucinando. Dove non sempre riesci a seguire la ricetta del libro di cucina perché magari ti manca un ingrediente oppure scopri che è scaduto o magari a metà cottura qualcosa non va per il verso giusto ma se ti impegni e non butti subito via tutto magari riesci a cavarne fuori qualcosa di buono lo stesso anzi a volte ho scoperto dei sapori nuovi proprio sbagliando…
Besos a tutti ;)

4 commenti:

L. ha detto...

Carina la similitudine con la cucina e l'amore. Io non sono una che mangia molto, e a cui in generale non piace mangiare. Mi sono sempre chiesta perchè al mio amore piacesse tanto l'idea di cucinare per me, farmi sedere sul divano mentre lui apparecchia o si dedica con cura a preparare la mia pasta preferita (di cui assaggerò due forchette). Ho sempre pensato che fosse una sorta di troppo protezionismo: ti faccio mangiare, quindi ti curo e quindi voglio che tu dipenda da me; oppure una visione distorta dell'amore (sei talmente la principessa della mia vita che tento di estraniarti da tutta la routine del mondo). Forse l ho sempre vista con troppo cinismo, o con poca fiducia....ma la versione che hai dato tu un pò mi fa riflettere.....ci penserò su

NACHT ha detto...

non ho mai visto quel film, ma solo per il fatto che ha tra i protagonisti quella meraviglia vivente di Nastassja, lo guarderò ;)
Per il resto poi, con la tua descrizione mi ha fatta sbavare ... quand'è che mi inviti a pranzo o a cens??? ;D

p.s, per l'anonima. Sai quando dici: "forse sono stata un po' cinica", he, togli il "forse" ;)

Roberto ha detto...

Ciao L. e Ciao Nacht! Scusate se intervengo solo ora ma ho bisticciato tutto il weekend con il Pc e con un virus maledetto!
Allora L., sul cinismo non dico nulla perché quando nella mia vita pensavo di essere cinico mi dicevano che non lo ero mentre in altri periodi ero considerato freddo insensibile e sprezzante e io non me ne rendevo nemmeno conto! Al di la di tutto penso che alla fine sia piuttosto una forma di difesa. Amare ed essere amati mette in gioco anche parti di noi stessi che ci fan paura o semplicemente che non vogliamo guardare. Anche la paura di essere controllati forse ne fa parte.
Per Nacht, beh ma quando vuoi ! Non ti aspettare un mega chef alla cucina non amo i piatti elaboratissimi ma piuttosto cose semplici e un po’ fantasiose. Per ciò che concerne Nastassja concordo pienamente! Se guarderai il film c’è la scena, la prima in cui lei entra nella cabina del peep show dove solo il suo sguardo vale tutto il film…buona visione
Besos ;)

Roberto ha detto...
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