mercoledì, dicembre 20, 2006

Frittelle al Pastis e ricordi d’infanzia..)




Allora ieri sera ho finito “Il Profumo”. Come dicevo già nei precedenti post mi è piaciuta l’idea e mi ha intrigato la storia. Invece mi ha un po’ deluso il finale ma solo perché io ne avevo un altro in testa…solo che io non sono uno scrittore mentre Süskind sì…
Messaggio per L. mi devi poi dire come mai non ti è piaciuto del tutto…sono curioso ;)
Oggi tempo splendido, adoro questo dicembre “caldo” e fuori dall’ordinario. Al Pastis “Pollo alla diavola con polenta” e dolcetto della casa. Il pollo era squisito, alla fine mentre pagavo è arrivato Andrea con un piattino su cui sopra era adagiata una frittella gigantesca! Non ho potuto rifiutare nonostante il mio panciotto fosse già bello pieno… ottima! Mi ha ricordato i pomeriggi invernali di quando ero piccolo e i miei preparavano le frittelle…mentre l’assaporavo in me tornavano vive quelle sensazioni di calda ovatta familiare, quei pomeriggi di festa via dalla scuola e con i miei a casa dal lavoro. Mia madre che preparava la pastella e mio padre che si occupava dell’area frittura, il recipiente dove venivano messe per farle raffreddare un po’, lo zucchero che scendeva copioso come la neve…azzo sto invecchiando !
Un besos a todos

6 commenti:

L. ha detto...

il ricordo delle frittelle è un pò come quello di Proust per le madeleine giusto? A me lo stesso effetto lo fa l'ACE. Ricordo che da piccola mia nonna sterilizzava tutto con l'ACE e ovviamente lavava a mano con l'ACE, quando sento quell'odore che per alto è sgradevole, mi vengono in mente quelle mani rugose ma morbide che mi tenevano per mano e mi accompagnavano ovunque volessi andare...
L.

Roberto ha detto...

Si il ricordo è simile. Che bello il ricordo delle mani della nonna, è un po' come quello di verderame che aveva mio nonno quando tornava dalla vigna e aveva appena finito di spruzzarlo sulle viti. E' un odore che ha volte sento ancora adesso e mi ricorda le mie corse incontro a lui di ritorno dal lavoro in campagna, la schiena un po' curva per il pesante macchinario che portava sulle spalle, la tuta da lavoro che ormai aveva questo colore verde azzurro..

L. ha detto...

Buon Anno Roberto,
tanti sogni per il 2007

L. aka Livia

marco.inge ha detto...

vero...
pensa che io ricordo il mio papà, quando tornava a casa dal lavoro, con addosso un'inconfondibile ma assolutamente non definibile odore di solventi, di prodotti chimici, di "medicine"... lavorava in un'azienda chimico-farmaceutica, allora di norme di sicurezza ce ne erano davvero pochine, e lui era sempre in reparto. quell'odore non l'ho risentito mai più.
ma sono certo che ricapitasse di risentirlo, lo riconoscerei fra mille! e la fisicità perduta del mio papà tornerebbe prepotentemente e dolorosamente viva...

marco.inge ha detto...

dimenticavo...
buon anno a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!

Roberto ha detto...

Della serie meglio tardi che mai...Buon anno L. e buon anno Marco!
@Marco: che bello il concetto di fisicità perduta..