mercoledì, agosto 23, 2006

The Hardest Part





E’ sicuramente la parte più dura, quella di lasciarsi andare a quello che si è senza né troppi ma né perché. Io faccio ancora una fatica enorme ad accettarmi così come il terriccio bagnato dalla pioggia si trasforma in fango e poi viene fissato dal sole e che così rimane fino al prossimo evento atmosferico che lo rimodellerà.
Io No.
Io mi ostino a voler essere sempre qualcosa di diverso, di sorprendere continuamente le persone che mi conoscono (il più delle volte in negativo). Un tentativo sicuramente disperato e vano di uccidere la routine. Ogni giorno vorrei essere qualcosa di diverso, come un attore che interpreta sempre una parte e un personaggio differenti. Essere tutti ed essere nessuno, un sogno di matrice Pirandelliana che vorrei vedere realizzato nella mia quotidianità.
A volte sento l’intero universo come un claustrofobico, quando rimane bloccato in un ascensore. A volte la sola stanza in cui dimoro in un certo momento della giornata mi sembra immensamente grande, troppo vasta per potermi concentrare sui miei disordinati pensieri. Giorni in cui vorrei essere un vero bohemien che vive solo in una mansarda fumosa, arredata minimalmente con mobili vecchi, macchie di muffa negli angoli, un cavalletto per dipingere posto sotto il lucernaio. Qualche bottiglia di vino (la maggior parte vuote), odore di tabacco e hashish, un paio di poster in bianco nero, un vecchio tv rattoppato con del nastro adesivo scollegato dall’antenna e con la sola funzione di monitor per un altrettanto vecchio videoregistratore. VHS con film di Truffaut, Leconte, Bertolucci, kieslowski etc… Un gatto magro e nero a tenermi compagnia..
Il giorno dopo poi invece mi vedo con una famiglia numerosa, figli urlanti che scorazzano ovunque, una bambina con i codini che fa cavalluccio sulle mie spalle chiamandomi papi, mia moglie che si asciuga i capelli al sole e mi sorride un paio di cani che giocano e gatti ovunque che si riposano su pesanti poltrone coperte da plaid colorati.
Ma poi puff come una nuvola tutto svanisce e m’immagino punk-rock star colmo di tattoo che faccio stage diving in club colmi di miei fans e poi rampante furbetto con SUV enorme e bionde statuarie che bramano per un invito dal nuovo re della finanza. Giocatore di tennis d’alto livello che gira il mondo incassando milioni fra trofei e pubblicità per marche d’abbigliamento sportivo. Attore da 20 milioni di dollari a film mentre bacio passionalmente Scarlett Johansson o ancor meglio Emanuele Beart! Pilota d’aerei sempre sbiellato più per gli screwdrivers bevuti che per i fusi orari. Attore di film hard core con splendide attrici dell’est, inventore pazzo di marchingegni complicati e bellissimi ma completamente inapplicabili nella vita pratica. Filosofo docente alla Sorbonne, incantatore dialettico d’intere generazioni di studenti, conferenziere ricercato in tutto il mondo. Sportivo olimpionico, meccanico sopraffino d’auto da corsa, pasticciere creativo e fantasioso.
E poi ancora, piccolo ristoratore in Provenza, astronauta, killer su commissione tipo quello interpretato da Tom Cruise in Collateral (questo però solo quando sono veramente incazzato con il mondo intero!), contadino nelle campagne senesi.
Scrittore di successo che vive in albergo, una vita da suite asettica con cameriere sempre diverse che mi rifanno il letto, pasti in camera e frigo bar perennemente svuotato di bottiglie d’alcolici. Contrabbandiere riciclato negli affari come un moderno grande Gatsby apparentemente cinico ma poi in fondo sempre il solito innamorato non ricambiato. L’eremita che si ciba solo di radici e vive la sua vita come un’unica gigantesca riflessione, il senegalese povero ma sorridente e fiducioso nel suo futuro, l’orientale enigmatico e instancabile lavoratore…Insomma sono miliardi le vite che vorrei vivere in cui vorrei affondare il mio animo a volte troppo stanco per le troppe elucubrazioni mentali che poi insomma sono ben misere rispetto a quelle di tanti pensatori che hanno attraversato e attraversano la storia del mondo, però io devo fare i conti con le mie ed è già abbastanza per i miei due fusi neuroni.
Einen Kuss a tutti!

P.s. come PastisToday
La very charming girl indossava minigonna di jeans, maglietta nera con scollo a V e zoccoletti marron scuro molto usati, uno stile da atelier di un pittore Newyorkese. Magnifique, come sempre, specialmente i suoi sorrisi.

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