giovedì, luglio 29, 2010

Gianluca Gozzi lascia lo Spazio 211

Qui per leggere: 

http://www.nohay-banda.it/dblog/articolo.asp?articolo=729


lunedì, luglio 12, 2010

Diamo un taglio alla vecchia politica


In una barberia del centro storico di Torino, frequentata da qualche politico, un certo numero di architetti e professionisti vari, ma anche da molti cittadini comuni, ci si trova regolarmente per scambiare quattro chiacchiere, per discutere di calcio o di politica, per ascoltare la presentazione di qualche buon libro, per avere indicazioni su eventi cittadini. E per farsi tagliare i capelli, naturalmente. Un frequentatore abituale da anni e' il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che veniva qui prima di pensare di candidarsi e che ha continuato a farlo sia dopo la prima, sia dopo la seconda elezione, senza cambiare le abitudini di "consultarsi" con il barbiere, o di dare una mano a spazzare via i capelli sparsi sul pavimento. Le prossime elezioni per il sindaco di Torino sono alle porte, Il "Chiampa" non può candidarsi per la terza volta, la scena politica non e' particolarmente chiara e confortante. Il barbiere e i suoi clienti hanno cominciato a ragionare, a chiedersi se si può fare qualcosa, se i cittadini possono avere voce in capitolo sulle prossime scelte dei partiti. Sono naturalmente chiacchiere "da barbiere", poco più che generiche lamentele, sbuffi tra un'insaponata e una sforbiciata ai capelli. Pero', pero'... Siamo clienti e barbiere, siamo persino un po' amici, condividiamo una sana passione civica, siamo persone presentabili, abbiamo anche qualche ideuzza su quello che faremmo se fossimo noi il sindaco. E se... Mimmo Polzella -il barbiere- ascolta, annuisce, interviene, annota mentalmente. E partorisce l'idea pazza, provocatoria e un po' spiazzante. Facciamo le primarie in barberia. Che ci vuole: convincere qualche cliente che potrebbe essere un buon candidato, senza badare a schieramenti politici precostituiti, assortirli in modo che rappresentino esperienze e punti di vista diversi, garantire una adeguata rappresentanza femminile, costituire un comitato di garanzia all'altezza e poi realizzare tutti i materiali, compreso questo sito, organizzare le votazioni, fare lo spoglio, proclamare il vincitore e poi, far finta di niente e continuare a tagliare capelli e radere barbe. Detto, fatto.    





   

mercoledì, luglio 07, 2010

I famosi aiuti ai terremotati...


I servi del potere colpiscono ancora prendendo a manganellate i manifestanti dell'Aquila. Si può attaccare un corteo di terremotati che rivendicano i loro diritti e le promesse fatte e mai mantenute ?!

Ed è un continuo tacere, un continuo distrarre e distrarsi, un continuo tollerare un'informazione degna di una piccola dittatura centrafricana. Al solito i Tg di regime primo fra tutti ma non solo il Tg1 dedicheranno all'evento 40 secondi ficcati tra un mondiale di calcio e l'ennesimo fatto di cronaca. 

Ma mi spiegate noi come cittadini che ci stiamo a fare ancora in questo stivale ricolmo di merda? Perché non lo lasciamo? Lasciamolo in mano a questa gente. Questa gente violenta, furba, arrogante, ai politici cialtroni, agli imprenditori che non pagano le tasse, agli sbirri che pur minacciati di ritrovarsi con stipendi e tredicesime decurtate sono ben contenti quando c'è da picchiare ovviamente solo quando si tratta di gente indifesa e pacifica li avete mai visti come scappano quando sono caricati dagli ultras delle squadre di calcio? 

Un paese che straborda merda e schifo, in un momento storico tristissimo con un presidente del consiglio mafioso, laido, falso, ignorante, cafone, stupido e terribilmente limitato. Un parlamento che mai come ora andrebbe raso al suolo e un presidente della repubblica che tace o al massimo bofonchia. Un paese che puzza come i suoi governanti..  










martedì, luglio 06, 2010

Ormai è come sparare sulla Croce Rossa


Farmaci a base di Marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio.


Wanted



Farmaci a base di marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio

Un 32enne: «Perquisita la mia casa e sequestrate le medicine che mi permettono di muovermi meglio»

Ok ora ditemi se è normale in un paese Europeo e che si considera (ma evidentemente ormai da anni non è più così) civile. 

Ma anche se il sig. Andrea non fosse malato è normale che per un consumo personale e in modica quantità si venga trattati come il peggiore dei criminali ?!
Ha senso che nel 2010 (cazzo mi fa persino effetto dirlo) nel 2010 non esista un modo di approcciare la questione delle droghe leggere un po' più intelligente e razionale delle leggi che fin'ora sono state emanate?!


martedì, giugno 29, 2010

Musica pop ottuagenaria




Sotto all’ufficio dove lavoro ha sede un salone che il comune affitta a 4 vecchietti un po’ dementi per ballare. Per avere la loro balera di zona e portare qualche voto in più ai politici da circoscrizione.

Affacciandomi per qualche secondo alla finestra ho ammirato la varietà dei personaggi che solitamente arrivano un’ora prima che il salone venga aperto. Esattamente come in posta dove orde di ultra65enni fanno coda sul marciapiede antistante a partire dalle 7 e 30, 7 e 45 al massimo.

Gridano, urlacchiano, fanno battute che neanche a 20 anni in caserma. Tentativi di sentirsi vivi e di convincersi che stanno andando a divertirsi. Le dame agitano grandi ventagli neri pizzati per combattere l’afa. I signori parlano di calcio aggiustandosi ogni tanto il pacco e il riportino in testa. 

Proprio adesso sto ammirando  il parcheggio di una coppia, sfatta. Sfatta perché non esiste aggettivo migliore per identificarli. Lui guida una Ford Escort Grigia che sembra appena uscita dal concessionario nonostante i quasi 20 anni di vita. Fa avanti e indietro in uno spazio, delimitato da altre due auto, che sarebbe sufficiente per parcheggiare uno Scania con bilico. Lui si mette nell’esatto centro dello spazio. Chiude i finestrini. Scende. Scende lei, obesa, i capelli tinti di un giallo succo di frutta all’albicocca andato a male. Indossa una collana gigante di perle plasticose che le scendono sulle enormi tette da matrona. Lui ha una camicia a righine, mercato o forse Oviesse. Si tira su i pantaloni. Attraversano e scompaiono nelle fauci del salone che già spara orribile musica pop ottuagenaria.

Ecco a me queste cose deprimono alquanto. Non so perché o forse sì ma non ho voglia di scriverlo.